Serata di degustazione: azienda vinicola Aia Vecchia

Un paio di settimane fa a Verona si è svolto il Vinitaly, il salone internazionale più grande del mondo dedicato ai vini e ai distillati che si svolge ad aprile nella celebre città scaligera.

Vi ho partecipato diverse volte in passato, in quanto addetta dei settori ai quali è rivolto (cantine, sommelier, rivenditori e ristoratori), e ho avuto modo di incontrare moltissime aziende nello stesso luogo, conoscere un ampio scenario del mondo del vino e sapere delle novità che a breve sarebbero state introdotte nel mercato.

Con il passare degli anni e delle diverse edizioni, ho percepito però la mancanza di qualcosa per me fondamentale: il rapporto umano, l’immergersi in quello che l’azienda rappresenta, il carpire la sua filosofia produttiva e viverla in prima persona. Manca la possibilità di percepire l’essenza di quel particolare vino, ascoltare la sua storia e assaporare il territorio da cui proviene, un viaggio che poi posso trasmettere e far apprezzare anche agli altri attraverso i miei consigli.

Per questo ho deciso di intraprendere un’altra strada, quella del contatto diretto con i produttori, recandomi personalmente presso le loro cantine. Naturalmente questo richiede molto tempo, che non sempre ho a disposizione: è possibile però invitarli per un’occasione di condivisione e degustazione, attraverso la presenza del loro agente di zona o direttamente del proprietario, presso la nostra Trattoria Al Moraro.

Voglio quindi raccontarvi la serata che ha visto come protagonisti i vini prodotti dall’azienda vitivinicola Aia Vecchia, nostra ospite alcune settimane fa, e i cui appezzamenti si trovano nella campagna toscana tra Bolgheri e Castagneto Carducci, in prossimità del litorale tirrenico. La vicinanza al mare si percepisce dai tratti di sapidità accesa e nota asciutta, un vino che non si adagia e non pesa.

L’azienda è condotta dalla famiglia Pellegrini, presente nel settore vinicolo da generazioni: nel 1996 intraprende il progetto Aia Vecchia per poter produrre vini di grande livello qualitativo, presentando nel 1998 il “LAGONE”, un vino strutturato, chiara espressione del territorio da cui proviene, ma al tempo stesso elegante e molto gradevole che si impone subito all’attenzione degli amanti del settore.

La degustazione si è aperta assaporando il Vermentino, un vino bianco connotato da grande sapidità e una beva piacevole, che ha accompagnato il nostro risotto con gli asparagi preparato per l’occasione. È stato poi proposto il rosso Morellino di Scansano, al fianco di un tagliolino fatto in casa con fagiano e ragù bianco di vitello: questo vino si presenta giovane, con il piacevole sapore della bacca rossa, acceso e croccante.

Il Lagone è stato introdotto con la portata principale della serata: il suo profumo acceso, che richiama gli aromi delle bacche rosse e della liquirizia con un accenno di toni speziati, anticipa la sorpresa di un sapore intenso che ti immerge nella tradizionalità del terroir (territorio) Bolgheri da cui proviene, con la sua nota leggermente sabbiosa e la sua sapidità. Connotazione che si accompagna bene alla coscetta di faraona al forno avvolta in lardo e il contorno di patate, dai sapori avvolgenti che riescono a sostenere l’intensità di questo vino.

Il Sor Ugo, prodotto DOC che rappresenta per Aia Vecchia il top di gamma, ha infine accompagnato l’assaggio del briacacio, un formaggio realizzato con una muffa nobile e affinato in grotta con l’uva utilizzata per il vin santo. Questo vino di taglio bordolese si presenta più complesso, con un ventaglio olfattivo che si apre di più e dalle evidenti connotazioni speziate. La nota della liquirizia, del caffè, il frutto meno croccante e giovane rispetto al Lagone e leggermente un po’ più maturo lo rendono di facile beva e di notevole apprezzamento.

Si è conclusa così la serata di degustazione alla Trattoria Al Moraro, organizzata per proporvi solo il meglio dei prodotti vinicoli delle nostre cantine e delle realtà presenti fuori dai confini regionali.

Realtà di cui sono alla continua ricerca, che rappresentino la produzione non coinvolta dalle grandi catene distributive, riuscendo così ad esaltare il territorio di origine ed esprimere attraverso il vino l’amore per il proprio lavoro.

Erica